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Il pane dei pastori - Sardegna

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1^ tappa: Dorgali
Il pane "carasau" viene panificato da farine e da semole di alta qualità derivanti da grano duro coltivato in Sardegna, fermenti di tipo naturale, sale marino proveniente dalle saline della Sardegna e acqua, senza nessuna aggiunta di prodotti chimici e/o biologici.
Il "carasau" viene ottenuto attraverso diverse fasi di lavorazione. Gli ingredienti vengono impastati fino ad ottenere una pasta elastica e liscia e la lievitazione dura circa mezz’ora. Da qui vengono ricavate sottili sfoglie che subiscono un ulteriore processo di lievitazione su teli di lino per circa due ore. Il disco di pane così ottenuto viene poi introdotto nel forno caldo e si gonfia come una palla: questa viene tagliata a metà altezza e le due sfoglie che si ricavano vengono impilate e pressate. Successivamente sono ripassate in forno per ottenere la cosiddetta "carasatura", cioè la doratura del pane.
Ottimo il pane "carasau" prodotto a Dorgali, ma ancora più caratteristico di questo centro è il "moddizzosu". Si tratta di una sorta di spianata, ossia un pane di forma circolare di 20 cm massimo di diametro, alto 1 cm con poca mollica; il colore è dorato, tendente lievemente al rosa, lucido sulle superfici. Questo pane si differenzia rispetto a quello prodotto nel resto del territorio sardo, sia per la forma e la pezzatura, sia per il fatto che il "moddizzosu" dorgalese contiene nell’impasto delle patate che lo rendono particolarmente morbido e gustoso.

2^ tappa: Oliena
Nel paese celebrato anche da Gabriele D’Annunzio per il Nepente, una varietà locale di Cannonau, niente di meglio che abbinare alla degustazione di questo vino qualche sfoglia di pane "carasau", magari insieme a qualche altro tipico prodotto locale, come il formaggio pecorino o gli insaccati.
Anche a Oliena è diffusa la produzione di pane "carasau", che i pastori usavano anticamente portare con sé durante gli spostamenti in campagna, per la innata capacità di questo pane di resistere a lungo, per settimane e anche mesi, senza perdere le proprie caratteristiche.
Una gustosa variante del carasau è il pane "guttiau". Si tratta delle sfoglie di "carasau" "gocciolate" (questo il significato del termine) con olio extravergine d’oliva, spolverate con un pizzico di sale e poste sulla graticola nel camino o nel forno a legna per alcuni secondi. Ne risultano sfoglie estremamente croccanti e saporite che trattengono il gusto delle essenze arboree impiegate per accendere il fuoco.
Oliena è bandiera arancione del Touring Club Italiano.

3^ tappa: Gavoi
Sulle sponde del lago di Gusana, in un territorio ancora in parte incontaminato, è disposto il grazioso paesino di Gavoi, uno dei centri turisticamente più attivi della Barbagia.
Sono numerosi gli appuntamenti e le attrattive che il paese offre ai turisti, come il Festival della Letteratura che, ormai da alcuni anni, rappresenta una tappa fissa per lettori e semplici curiosi tra il mese di giugno e quello di luglio. In quei giorni le macellerie si aprono ai visitatori e allestiscono numerosi banchetti per le strade del borgo nei quali è possibile acquistare e consumare, per pochi euro, le tipiche preparazioni o tagli di carne locali. Questi vengono accompagnati dal gustoso pane "carasau" e dalle spianate prodotti localmente, profumati di cereali appena macinati e di legna tagliata.
Gavoi è bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Fonte: Sardegna Turismo

Sulle antiche strade della transumanza - Sardegna

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1^ tappa: Meana Sardo
Importante centro agro-pastorale del Mandrolisai, sui monti della Barbagia, Meana Sardo è un paese caratterizzato da un suggestivo centro storico con antiche abitazioni in scisto, impreziosite da decorazioni e dettagli in stile aragonese.
Le sue campagne, disseminate di testimonianze della civiltà nuragica, presentano numerose tracce della tradizione pastorale che per secoli ha costituito la principale attività economica del paese, come i "pinnazzos", ricoveri in pietra e frasche dei pastori, talvolta ancora in uso.
Questa tradizione economica è celebrata ogni anno nell’ultima domenica di giugno con la sagra del formaggio. In quest’occasione è possibile per visitatori e turisti degustare i prodotti caseari di Meana Sardo, ed in particolare il suo ottimo pecorino.
Una ricetta tradizionale per degustare il pecorino, diffusa in tutta la Sardegna e anche a Meana, consiste nell’abbrustolire il formaggio sulle braci ardenti per poi deporlo su un foglio di pane carasau. L’abbinamento dei due sapori è imperdibile.

2^ tappa: Busachi
Antico capoluogo della curatoria di Parte Barigadu, Busachi presenta ancora oggi un centro urbano assai caratteristico, con le strade orlate da case e piccoli palazzi costruiti con la bella trachite locale rosso-rosata.
Il piatto più conosciuto della cucina busachese è indubbiamente "su succu", un brodo di carne condito con formaggio pecorino fresco acidulo e zafferano, in cui cuociono i capelli d'angelo, che qui appunto hanno il nome di "succu".
Ogni anno, nel mese di settembre, ha luogo a Busachi la sagra de su succu, in cui è possibile per i visitatori degustare questa gustosa pietanza.

3^ tappa: Nule
In questo centro del Goceano, particolarmente noto per i suoi variopinti tappeti “fiammati”, in posizione panoramica a 650 m di altezza, si produce un formaggio denominato “pecorino di Nule”. Si tratta di un formaggio a pasta semicotta di un colore che va dal bianco al giallo paglierino, con crosta sottile. Le forme, cilindriche, pesano tra i 2,5 ed i 3,5 chilogrammi. L’odore e l’aroma richiamano quello del latte di pecora, mentre il sapore è leggermente piccante nelle forme più stagionate. La produzione avviene in caseifici artigianali in genere localizzati presso le aziende zootecniche o in locali appositi presso le abitazioni dei produttori.
Anche con il pecorino di Nule si possono produrre le "seadas", tra i dolci più rinomati della Sardegna, sfoglie di pasta ripiene di formaggio inacidito (aromatizzato con scorza d’arancia o di limone), poi fritte e degustate col miele.

 

Fonte: Sardegna Turismo

Le strade del vino - Sicilia

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Iniziando dalla provincia palermitana, si segue la strada del Monreale Doc, ovvero 16mila ettari di vigneti di cui il Catarratto è certamente il re. I doc prodotti da queste colline sono il Contea di Sclafani, il Contessa Entellina e il Monreale, nome che riporta certamente alla bella cittadina normanna con il suo famosissimo Duomo.

Guardando a Ovest, si allunga la strada del vino Alcamo Doc, che comprende le doc di Erice e quelle di Marsala (Terre d'Occidente e Val di Mazara). Trattandosi della provincia (quella trapanese) più vitata d'Italia, è davvero una zona da gustare passo dopo passo, dalla splendida Erice medievale, alla riserva delle Saline fino al Satiro Danzante in quel di Mazara del Vallo. Troppi i vini doc qui prodotti per essere ricordati in questo spazio.

Seguendo la curva che conduce sulle rive del Canale di Sicilia, ecco la Strada del Vino Terre Sicane, nella provincia agrigentina, laddove, con la Valle dei Templi a far da sfondo, la cultura enologica può essere considerata traino dell'economia della zona. Le doc sono quelle di Santa Margherita di Belìce, Sambuca di Sicilia, Menfi e Contessa Entellina.

Addentrandoci nel cuore dell'Isola, si percorre la Strada del Vino dei Castelli Nisseni, dove il celebre vitigno del Nero d'Avola s'aggrappa ai siti archeologici di Morgantina, Piazza Armerina e Sperlinga con il suo magnifico castello. La doc è quella di Riesi. Famoso quanto il Nero nisseno, il Cerasuolo di Vittoria firma la Strada del Vino del Val di Noto, con le capitali barocche di Noto e Modica solo per citarne un paio. Siracusa, poi, è davvero un incanto, soprattutto se la si gusta insieme con l'omonimo Moscato.

A chiudere la scenografia del vertice sud-orientale siciliano si erge l'Etna la cui strada del vino conduce lungo le pendici del vulcano. Un clima particolare, una terra fertile di fuoco e di lava per vitigni unici come il Carricante bianco, endemico. Siamo all'interno del Parco dell'Etna: oltre al vino, la bellezza di un angolo di natura davvero incontaminato.

Dall'aspra terra vulcanica ai dolci declivi delle Eolie per concludere il tour enologico con la strada del vino della provincia di Messina, dalla città dello stretto fino alle sette sorelle del Mediterraneo. Le doc del Faro o la nuova del Mamertino accompagnano fino in mare aperto il gusto inconfondibile del Malvasia, accogliente ed appassionato proprio come la Sicilia.

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Siti Web Utili

Sito del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Prodotti di Qualità.
Collegamento all'area web del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dedicata alla valorizzazione dei prodotti alimentari italiani di qualità.
Fondazione Qualivita.
Fondazione che persegue la valorizzazione e la protezione delle produzioni rurali agroalimentari di alta qualità.