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Sulle antiche strade della transumanza - Sardegna

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1^ tappa: Meana Sardo
Importante centro agro-pastorale del Mandrolisai, sui monti della Barbagia, Meana Sardo è un paese caratterizzato da un suggestivo centro storico con antiche abitazioni in scisto, impreziosite da decorazioni e dettagli in stile aragonese.
Le sue campagne, disseminate di testimonianze della civiltà nuragica, presentano numerose tracce della tradizione pastorale che per secoli ha costituito la principale attività economica del paese, come i "pinnazzos", ricoveri in pietra e frasche dei pastori, talvolta ancora in uso.
Questa tradizione economica è celebrata ogni anno nell’ultima domenica di giugno con la sagra del formaggio. In quest’occasione è possibile per visitatori e turisti degustare i prodotti caseari di Meana Sardo, ed in particolare il suo ottimo pecorino.
Una ricetta tradizionale per degustare il pecorino, diffusa in tutta la Sardegna e anche a Meana, consiste nell’abbrustolire il formaggio sulle braci ardenti per poi deporlo su un foglio di pane carasau. L’abbinamento dei due sapori è imperdibile.

2^ tappa: Busachi
Antico capoluogo della curatoria di Parte Barigadu, Busachi presenta ancora oggi un centro urbano assai caratteristico, con le strade orlate da case e piccoli palazzi costruiti con la bella trachite locale rosso-rosata.
Il piatto più conosciuto della cucina busachese è indubbiamente "su succu", un brodo di carne condito con formaggio pecorino fresco acidulo e zafferano, in cui cuociono i capelli d'angelo, che qui appunto hanno il nome di "succu".
Ogni anno, nel mese di settembre, ha luogo a Busachi la sagra de su succu, in cui è possibile per i visitatori degustare questa gustosa pietanza.

3^ tappa: Nule
In questo centro del Goceano, particolarmente noto per i suoi variopinti tappeti “fiammati”, in posizione panoramica a 650 m di altezza, si produce un formaggio denominato “pecorino di Nule”. Si tratta di un formaggio a pasta semicotta di un colore che va dal bianco al giallo paglierino, con crosta sottile. Le forme, cilindriche, pesano tra i 2,5 ed i 3,5 chilogrammi. L’odore e l’aroma richiamano quello del latte di pecora, mentre il sapore è leggermente piccante nelle forme più stagionate. La produzione avviene in caseifici artigianali in genere localizzati presso le aziende zootecniche o in locali appositi presso le abitazioni dei produttori.
Anche con il pecorino di Nule si possono produrre le "seadas", tra i dolci più rinomati della Sardegna, sfoglie di pasta ripiene di formaggio inacidito (aromatizzato con scorza d’arancia o di limone), poi fritte e degustate col miele.

 

Fonte: Sardegna Turismo

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